Gli applicativi distribuiti su piattaforme in Cloud Computing permettono di svolgere le attività di lavoro da qualsiasi postazione fuori dall’ufficio, come ad esempio in trasferta, perché consentono di avere a disposizione i propri strumenti (software) e i propri dati (documenti) in qualsiasi dispositivo attraverso un semplice browser di navigazione, come Explorer o Chrome.

I sistemi in Cloud trasferiscono gli strumenti e i dati aziendali non su un semplice server in Internet, ma su dei “server virtuali” all’interno dei quali i dati e gli applicativi vengono allocati in un modo che tecnicamente è definito “ridondato”, cioè distribuito su più server, offrendo così un enorme vantaggio in termini di sicurezza e affidabilità.

Altra cosa da sottolineare è che utilizzando sistemi in Cloud Computing si ottiene un risparmio importante a livello economico e di processi, perché si fa economia sulle infrastrutture hardware e sulle installazioni sui singoli pc dell’azienda, risparmiando così anche sull’assistenza tecnica necessaria. Con il Cloud Computing si sposta tutto fuori, a occuparsene è il fornitore.

Questo approccio, definito “as a service”, è quello che oggi noi consigliamo di privilegiare nella scelta di acquisto di ogni software. Anche perché con la diffusione anche in Italia della banda larga, questo modello di gestione della tecnologia ha superato i problemi iniziali legati appunto alla disponibilità di banda e alla potenza delle piattaforme.

Oggi ci sono software house che offrono molti software in modalità “as a service” utili a diverse importanti funzioni aziendali, quali la gestione delle relazioni di vendita e pre vendita con i clienti (CRM), la gestione delle risorse umane, la contabilità, la comunicazione (ad esempio Mailchimp per le newsletter, WordPress per i siti web, Gmail per le e mail) l’archiviazione di documenti (con Dropbox o Google Drive).