Facebook, scoperte le prime censure

Per la prima volta è stato rilevato un caso di censura di notizie da parte di Facebook. Questo evento ha fatto vacillare uno dei principali capisaldi del social network più popolare al mondo, ovvero la sua vantata neutralità. Infatti Facebook ha sempre dichiarato di basare l’organizzazione e il flusso di news su un sistema di algoritmi che rispondo in modo automatico agli interessi espressi dai suoi iscritti. Un metodo unico nel panorama informativo ed editoriale, perché assolutamente automatico e imparziale. Ma ora è stato scoperto che un gruppo di dipendenti di Facebook sarebbe stato chiamato a oscurare  “a mano” delle news “sgradite” alla direzione dell’azienda. In particolare questa operazione di censura di news è relativa alla sezione di notizie di tendenza (“trending topics”), che mette in evidenza gli argomenti più “caldi” di un migliaio di siti internazionali, non ancora presente nella versione italiana del social network. Ma questo apre anche dei dubbi su possibili manipolazioni relative alla visibilità dei post degli utenti. Il caso è stato rilavato dal quotidiano britannico The Guardian, che  ha pubblicato un documento riservato di 21 pagine, contenente le linee guida che alcuni dipendenti di Facebook avrebbero ricevuto dall’azienda in merito all’attività di selezione umana delle notizie. Sul caso è prontamente intervenuto anche il Senato degli Stati Uniti, attraverso l’intervento del presidente della commissione commercio, scienze e trasporti, John Thune. Alle accuse di manipolazione, il più popolare social network del mondo ha risposto diffondendo un documento ancora più corposo (28 pagine) e ribadendo che la squadra umana esiste, ma soltanto per filtrare i risultati degli algoritmi e scartare le notizie  “spazzatura” o gli argomenti duplicati, truffe o questioni poco importanti. Marc Zuckerberg, a sua volta chiamato in causa, ha chiarito come le linee guida abbiano un’utilità perché evitano “che alcuni punti di vista abbiano priorità rispetto ad altri”, ma ha annunciato l’apertura di un’indagine “per essere certi che il team abbia garantito un prodotto integro”.

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